RAPERONZOLO

Commedia per ragazzi e famiglie liberamente ispirata alla fiaba dei fratelli Grimm

Fascia di età consigliata: dai 3 anni

Durata 60 minuti, atto unico


Drammaturgia e Regia: Fabio Tosato

Scene e Costumi: Fabio Tosato

Sartoria: Mariuccia Schivardi

Tecnico di Palcoscenico: Alessandro Viespoli

Fotografie di Scena: Emanuele Bresciani

Grafica: Andrea Cappa


Personaggi ed Interpreti:


RAPERONZOLO : Elisa Benedetti

MADRE ADELAIDE: Mariangela Damiano

PADRE TANCREDI: Fabio Tosato

STREGA CATTIVA: Mariangela Damiano 

PRINCIPE TRISTANO: Fabio Tosato



"Raperonzolo, una giovane fanciulla con una lunghissima treccia di capelli, confinata in una torre inviolabile; chi l'avrà rinchiusa? Una vecchia strega malvagia oppure l'anziana madre preoccupata di salvaguardare la propria figliola dai pericoli del mondo esterno?! Ecco così che Raperonzolo, si rivela essere una fiaba per bambini ma che parla anche al cuore dei genitori." 




“RAPERONZOLO” 

La “Fiaba” è generalmente considerata dall’opinione pubblica uno strumento che permette, attraverso il racconto scritto e orale, di trasmettere ai bambini una morale oppure un insegnamento, che consenta loro di maturare così da avere gli strumenti necessari per affrontare il mondo in cui andranno a crescere. Insomma, siamo soliti considerare la fiaba un intrattenimento per bambini.

La Fiaba in realtà è uno strumento narrativo universale in grado di parlare al cuore dei bambini e degli adulti; questo perché tutti, in qualsiasi fase della nostra vita, abbiamo la possibilità e la necessità di imparare qualcosa di nuovo e di maturare.

La fiaba di Raperonzolo ne è un esempio: la morale di fondo non è rivolta principalmente verso i bambini, ma l’insegnamento che vuole trasmettere è rivolto verso il pubblico adulto, verso i genitori. La fiaba difatti narra di Raperonzolo, una giovane ragazza dalla lunga treccia di capelli che vive rinchiusa da una perfida strega in una torre inaccessibile. La strega vuole simboleggiare la figura del genitore iperprotettivo che isola Raperonzolo impedendole contatti con il mondo esterno, pensando in questo modo di proteggere la figlia.

Nella fiaba originale Raperonzolo è imprigionata e costretta ad obbedire ai voleri della strega, ma al tempo stesso la strega dipende da Raperonzolo, poiché solo tramite la sua lunga chioma di capelli che fa calare dall’alto della torre la strega può rientrare in casa. Ecco che la famosa e lunga chioma di capelli diventa il punto di contatto fra la strega e Raperonzolo, fra il genitore e il figlio, come a simboleggiare un cordone ombelicale mai tagliato.

Ma si sa, la vita va avanti e prima o poi viene per tutti il momento di crescere e di maturare, di dare un taglio con il passato; e questo quasi sempre nelle fiabe succede grazie all’amore che darà la spinta al cambiamento. In questo modo la fiaba di Raperonzolo ci insegna che il legame fra il bambino e l’adulto, fra il genitore e il figlio sarà sempre in evoluzione, non si spezzerà mai, ma semplicemente cambierà forma, perché tutti sappiamo che l’amore dei genitori verso i figli è l’amore più grande che ci sia e che durerà in eterno…proprio come le fiabe a lieto fine!

Fabio Tosato

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